Gazzetta del Mediterraneo

Salvino Strano e le sue affinità musicali

Salvino Strano e le sue affinità musicali
04 settembre
09:272017

Intervista al pianista, originario di Augusta, autore di concerti per pianoforte in cui rende omaggio ai grandi maestri delle musiche per film: da Nino Rota a Ennio Morricone.

di Sergio Taccone

L’interesse verso la musica classica risale alla sua infanzia. All’età di otto anni il primo approccio con il pianoforte, una passione che si è affinata nel corso del tempo, ampliandosi alla musica leggera e alle colonne sonore di film, migliorando la tecnica pianistica ed apprendendo la teoria musicale. Il pianista Salvino Strano è da lungo tempo certezza di qualità, capace di ritagliarsi spazi sempre più ampi con concerti molto apprezzati dal pubblico e dalla critica, a partire dai tributi in musica a Nino Rota ed Ennio Morricone.

Cominciamo da una sua telegrafica nota biografica?

“Sono nato a Catania ma le mie origini sono di Augusta. Ho vissuto per alcuni anni a Reggio Calabria dove mi sono laureato in Architettura nel 1986. Insegno disegno tecnico in un istituto superiore di Siracusa, città dove vivo”.

I primi approcci con la musica hanno a che fare con il periodo, allora obbligatorio, del servizio militare?

“A Roma ho svolto il servizio militare presso il Quartier Generale della Marina, partecipando alla crociera addestrativa del 1987 come tastierista nel gruppo musicale dell’incrociatore ‘Caio Duilio’. Mi esibì nelle varie tappe del viaggio della nave attraverso il Sud e il Nord America. Parallelamente agli studi musicali ho sviluppato un forte interesse verso la composizione, mostrando una particolare predilezione per la melodia”.

E’ anche compositore?

“Si, dal 1982 sono iscritto alla Siae come compositore. Ho depositato più di trenta brani e composto anche alcune colonne sonore appositamente scritte per lavori teatrali e cinematografici di Mirella Parisini, Giuseppe Gigliorosso e Carmelo Milone. Ho curato, inoltre, le scelte musicali per spettacoli teatrali di artisti del calibro di Antonio Zanoletti, Aldo Reggiani, Sebastiano Lo Monaco, Galatea Ranzi, Rita Abela, Manuel Giliberti, Simonetta Cartìa, Carmelinda Gentile, Cristina Fondi, Davide Sbrogiò e Saro Miano. Un percorso formativo che ha compreso anche la partecipazione a vari corsi di perfezionamento musicale con docenti di grandissimo spessore come Giorgio Gaslini e Stelvio Cipriani”.

Alcune sue musiche sono state inserite in un album?

“Ho inciso il cd ‘Nausicaa’ comprendente varie composizioni, da me arrangiate ed eseguite, ed alcuni temi tratti da lavori cinematografici e melodie di carattere popolare”.

Parliamo del suo interesse per le musiche per film.

“Da diversi anni, come pianista, ho messo in piedi dei concerti classico-leggeri con particolare interesse verso la musica per film. I miei preferiti sono Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani. Guardando al di fuori dell’Italia, le mie scelte vanno da Mancini a Williams passando per Nyman, Glass e Tiersen. E’ un genere che ho sempre amato, parallelamente alla mia passione per il cinema. Le musiche per film hanno un grande valore artistico e culturale”.

Nelle sue esecuzioni c’è una personale rielaborazione che conferisce nuova linfa vitale a pezzi già immortali.

“Ho effettuato vari concerti di musica classico-leggera italiana, comprendendo la canzone napoletana e quella d’autore, la musica americana di Gershwin, Jobim, Piazzolla e Lloyd Webber, eseguendo sempre i brani in scaletta secondo una mia personale elaborazione”.

Lo scorso 5 agosto l’abbiamo vista esibirsi a Portopalo di Capo Passero, nell’ambito del premio nazionale Più a sud di Tunisi. E’ stato un omaggio, in quel caso, alla musica argentina.

“Sono molto lieto di suonare al Più a sud di Tunisi dato l’alto spessore culturale acquisito dal Premio nel corso del tempo. Il tema della serata è stato il ricordo dello scrittore argentino Osvaldo Soriano, nel ventennale della sua scomparsa. Ho eseguito il tema del film ‘Il postino’, composto da Bacalov, e brani di Piazzolla e Morricone: ‘Oblivion’, ‘Adios Nonino’ chiudendo con il tema di ‘C’era una volta in America’, un pezzo sempre presente nel mio repertorio”.

Nei suoi concerti c’è una concatenazione di musica ed immagini mai banale né scontata?

“E’ un lavoro di ricerca che trova ampi consensi. Qualche mese fa, ad esempio, c’è stato un concerto al cine-teatro Aurora di Siracusa dove la musica di Rota e le immagini tratte da alcuni film di Fellini hanno entusiasmato il pubblico. In quella occasione ho avuto l’onore di avere sul palco Ornella Sgroi, giornalista e grande esperta di cinema, volto noto anche del programma ‘Cinematografo’ condotto da Gigi Marzullo su Rai Uno”.

Quali sono, del repertorio del Premio Oscar Ennio Morricone, i brani a cui lei è più affezionato?

“Tutto il repertorio del maestro Morricone è straordinario a cominciare dalle colonne sonore dei film delle trilogie cinematografiche di Sergio Leone del dollaro e del tempo. Ed ancora, il ‘Saluto alla madre’, brano tratto dal Marco Polo televisivo di Montaldo, o ‘Mission’, capolavoro del cinema con Robert De Niro e Jeremy Irons. Non dimenticando quello che Morricone ha scritto per i film del nostro conterraneo Giuseppe Tornatore: ‘Nuovo Cinema Paradiso’, ‘La leggenda del pianista sull’oceano’ o la struggente ‘Ricordare’, tratta dal film ‘Una pura formalità’’, che spesso inserisco come bis nei miei concerti”.

Un film straordinario, ‘Una pura formalità’ con Polanski e Depardieu: una riflessione sulla vita e sulla morte, elementi che soltanto gli stolti pensano di poter scindere.

“Condivido questa analisi. E’ un film che rivedo sempre molto volentieri e che ogni volta mi lascia nuovi spunti di riflessione. La colonna sonora di Morricone, come sempre, rende tutto più sublime”.

All’attività pianistica lei affianca anche quella di fisarmonicista.

“Ho collaborato con vari artisti nel campo della musica popolare siciliana e cantautorale italiana, prendendo parte a vari programmi televisivi ed eventi culturali anche di livello internazionale come ‘Sizilien zu gast’ a Wurzburg (Germania), ‘Italcanada Festival 2004’ di Toronto (Canada), ‘Cabaret vers les etoiles’ a Mons (Belgio), ‘Festival Cap Sud 2006’ a Bruxelles e ‘Festa italiana’ a Lubecca del 2008”.

Un percorso musicale imponente e con livelli di apprezzamento sempre più elevati: Salvino Strano, tuttavia, mantiene l’umiltà tipica delle persone di grande valore che in silenzio e con tanta abnegazione continuano a convincere all’insegna di una semplicità che rappresenta il tratto identificativo degli artisti dotati di vero talento, preparazione ed alta sensibilità.

Sertac

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