Gazzetta del Mediterraneo

Il siracusano Renato Scata’, critico cinematografico emergente

Il siracusano Renato Scata’, critico cinematografico emergente
12 settembre
17:342017

Scata’ rappresenterà il prestigioso Filmstudio alla kermesse romana che partirà il 26 ottobre.

di Sergio Taccone. La prossima Festa del Cinema di Roma, in programma dal 26 ottobre al 5 novembre, lo vedrà all’opera come delegato del prestigioso Filmstudio, realtà operante nella capitale, nel settore cinematografico, da quattro decenni. Renato Scatà, classe 1988, critico cinematografico originario di Floridia, in provincia di Siracusa, prosegue la sua crescita professionale con passaggi ed esperienze di altissima valenza culturale. “Il Filmstudio – afferma Scatà – mi ha delegato a rappresentarlo alla Festa del cinema di Roma. Ringrazio Armando Leone per questa decisione. Per me è un grande onore. Un segnale da non sottovalutare: qualcuno vede in me qualcosa d’importante”.

Qual è la sua formazione ?

“Ho studiato cinema a Roma, all’Università La Sapienza, poi ho seguito un corso di critica cinematografica allo Ied di Milano con Paolo Mereghetti, autore del dizionario dei film omonimo più venduto in Italia. Ed ancora: corsi di aggiornamento e formazione di base creando, a 21 anni, un festival del cinema a Floridia – Il ‘Floridia film fest’. Poi è arrivato il Filmstudio che è un’università della vita dove sto trovando cose che non si trovano neanche nei più prestigiosi consessi accademici. Armando Leone è una persona eccezionale ed uno straordinario operatore culturale. La mia attività di ricerca è continua”.

Quali sono i suoi riferimenti in ambito cinematografico?

“Non ho veri e propri riferimenti, sono molto legato al cinema di genere, cinema invisibile. Trovo cose stupende nel poliziesco e nell’horror all’italiana: non solo Dario Argento, penso anche a Ruggero Deodato, autore di tanti film tra cui ‘Cannibal Holocaust’ e ‘L’ultimo sapore dell’aria’. E poi mi attrae il genere nostrano di fantascienza e l’origine del cinema. Concordo con chi afferma che una parte di quest’arte si sia esaurita già sul nascere”.

Il cinema come sogno?

“Si, come nei film del francese Georges Melies, ritenuto il secondo padre del cinema dopo i fratelli Lumiere e a cui è attribuita l’invenzione del genere fantastico e fantascientifico”.

Tra le sue scelte c’è anche Fernando Di Leo, autore di spicco del noir italiano, stimato da Quentin Tarantino e da numerosi esponenti della giovane critica cinematografica?

“Certo, Di Leo è un grande. Tarantino, citandolo direttamente, lo ha rilanciato. Io ho metabolizzato tutta la sua filmografia”.

Tra le sue costanti si nota anche un’ironia intelligente ed un sorriso sincero presente nel suo viso.

“In questo caso amo citare un grande musicista classico, Fryderyk Chopin: chi non ride mai non è una persona seria”.

Sertac

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