Gazzetta del Mediterraneo

Vincenzo Partexano e la sua simbiosi con la chitarra

Vincenzo Partexano e la sua simbiosi con la chitarra
14 settembre
13:292017

Un musicista dal lungo percorso musicale e formativo, sfociato nella direzione della sede Lizard di Siracusa.

di Sergio Taccone. C’è chi ricorda la sua flemma e pulizia del suono nel celebre “Roxy Bar” televisivo condotto da Red Ronnie sull’allora emittente Tmc2. Accompagnò il duo Dalì, vincendo il trofeo riservato alle band emergenti e prendendosi i complimenti del noto conduttore. Correva l’anno 1997. Sono passati due decenni e un lungo cammino musicale percorso da Vincenzo Partexano, classe 1969, chitarrista e docente di punta nella Sicilia orientale.

“Il mio primo approccio con la chitarra lo ebbi all’età di 15 anni da autodidatta. Nel 1989 ho studiato a Catania con il maestro Sgandurra e due anni dopo ho conseguito la licenza di teoria e solfeggio al Conservatorio di Palermo studiando con il maestro Gibilisco. Poi ho proseguito all’Università della Musica di Roma dove ha avuto l’opportunità di studiare con docenti del calibro di Zeppetella, Lazzaro, Palermo, Rosati, Mariani, Fiorentino, Avena e Fedeli, conseguendo il diploma nel ’93”.

Tanti anche i seminari a cui lei ha partecipato.

“Nel 1994 ho seguito master class con veri mostri sacri: Mike Stern, ad esempio, ma anche John Petrucci, Steve Vai, Frank Gambale, Paolo Fresu ed Enrico Rava. Mi sono perfezionato studiando armonia ed arrangiamento musicale con Andrea Avena e tecnica dell’improvvisazione con Umberto Fiorentino e Giacomo Castellano”.

Tra le sue esperienze passate c’è anche un tour con Danilo Amerio.

“Già, era il 1997, un anno ricco di appuntamenti. Con Amerio ho fatto anche il tour teatrale nazionale dopo l’uscita dell’album ‘Il mercato degli angeli’ nel 2002. Ho preso parte anche a Castrocaro con i Dalì e sono stato ospite per due puntate all’interno della trasmissione ‘Ci vediamo in tv’ condotta da Paolo Limiti. Con Ugo Mazzei e la Jamà Band ho partecipato a Sanremo Rock & Trend. Era il 1999 e andammo in onda anche su Rai 2. Con l’Antonio Canino Group ho partecipato ad alcune puntate della trasmissione ‘Insieme’ su Antenna Sicilia. Nel 2005 ho fondato la Partexano’s Blues, registrando un album live durante il tour. Ho suonato anche nei più importanti moto-raduni di Harley Davidson che si svolgono in Italia. Inoltre, ho collaborato con Vincenzo Spampinato, Tony Dallara e, più di recente, ho accompagnato il cantautore Ugo Mazzei in alcuni eventi live che hanno visto la presenza del grande Mogol”.

Nella seconda metà degli anni Novanta ha avuto il primo approccio con la Lizard di Fiesole.

”Nel ‘96 ho frequentato, alla Lizard di Fiesole, i corsi di specializzazione per chitarra elettrica, studiando con Mellner e Castellano e conseguendo il relativo diploma con lode. Nel 2014 ho conseguito l’abilitazione Lizard all’insegnamento dei corsi Spm e Ssm. Sono anche il direttore della sede Lizard di Siracusa dove passano tanti giovani e non solo che cercano un approccio serio verso lo studio dello strumento, sia esso la chitarra piuttosto che il basso o il pianoforte, tastiere o il canto. Tutto portato avanti con le migliori tecniche didattiche e con una struttura all’avanguardia come la Lizard presente a livello nazionale ed internazionale”.

Dal 2004 c’è il cammino con i Samizdat, cover-band dei Nomadi riconosciuta da Beppe Carletti, leader dello storico gruppo di Novellara.

“Tutto è cominciato con la promozione del disco dei Samizdat ‘Nel Bene e Nel Male’. Da anni, con l’instancabile Alessandro Maiolino, portiamo in giro un live-tribute sui Nomadi apprezzato ovunque”.

Come si vive da musicista di professione?

“Le soddisfazioni non mancano, grazie a Dio, ma c’è anche un grande lavoro dietro che devi portare avanti quotidianamente avendo una forte resistenza allo stress. C’è l’insegnamento quotidiano, ci sono le serate live, la necessità di ordinare repertori tra i più variegati, sia in duo sia con la band al completo. Però la stanchezza, componente presente in tutte le professioni, è mitigata dalla certezza di fare quello che ti piace e per cui ti sei formato e continui ad aggiornarti”.

Il talento da solo non basta. Questo è risaputo. Ma la fretta dei giovani è cattiva consigliera.

“Nella mia ormai consistente esperienza di docente mi sono reso conto che ci sono giovani che si approcciano allo studio di uno strumento con fretta e superficialità, convinti di poter andare subito per conto proprio, magari saltando il fosso e illudendosi di poter dare anche lezioni, abbindolando gli allocchi che in giro non mancano mai. Il discorso è molto più complesso: occorrono anni di studio e applicazione costante. Migliorarsi in continuo richiede tanta forza di volontà. Io preferisco perdere un allievo che si dimostra scarsamente interessato piuttosto che proseguire in quello che poi si trasformerebbe in una perdita di tempo. L’impegno è la via maestra nello studio di uno strumento, se c’è anche il talento tutto diventa più facile, come in tutti gli ambiti e non solo in campo musicale. E’ quello che ho insegnato in primis alle mie figlie”.

Sertac

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