Gazzetta del Mediterraneo

Portopalo, campagna elettorale pronta a partire

Portopalo, campagna elettorale pronta a partire
04 maggio
17:49 2018

Ancora pochi giorni e verranno ufficializzate le candidature alle Amministrative 2018.

di SERGIO TACCONE. Campagna elettorale ormai dietro l’angolo per le amministrative a Portopalo del 10 giugno prossimo. Ancora pochi giorni e si dovranno ufficializzare i nomi dei candidati alla carica di sindaco e le liste collegate con gli aspiranti consiglieri comunali. Solo allora (metà maggio) si capirà meglio che tipo di sfida elettorale sarà. Per qualche giorno ancora, alcuni potranno operare sottotraccia, tramare, traccheggiare sui nomi, giocare con due o tre mazzi di carte, fingere di essere qui mentre si è pronti ad allearsi da un’altra parte. Insomma, tutto l’armamentario pluto-democristiano ancora ben presente, soprattutto in qualcuno che, sebbene giovane all’anagrafe, risulta molto vecchio in pensieri, parole, opere, azioni e omissioni.

Così, in questi giorni Portopalo sembrerà Colonia Vela, paesino immaginario ma realistico, in provincia di Buenos Aires, scenario di due romanzi di Osvaldo Soriano (“Mai più pene né oblio” e “Quartieri d’inverno”). Libri in cui lo scrittore argentino delineò, con toni che oscillavano tra il grottesco e il patetico e con il suo stile inconfondibile, il conflitto fra gli scalcagnati esponenti delle fazioni peroniste locali. Poveracci che si affrontavano senza esclusione di colpi, arrivando ad usare anche un piccolo aereo, adibito alla disinfestazione dei campi, per scaricare letame sugli avversari.

Di certo, il prossimo titolare della carica di sindaco di Portopalo si troverà di fronte ad un’eredità, formatasi negli ultimi quattro anni, composta da fatture non pagate per il servizio di conferimento dei rifiuti in discarica, bollette di energia elettrica da saldare per un ammontare di circa 400 mila euro, non dimenticando che alla voce “gestione del servizio idrico”, affidato dal giugno 2014 ad una ditta di Pachino prima in via diretta e dopo con gara d’appalto, gli esborsi a carico delle casse municipali supererebbero i 200 mila euro, a voler essere ottimisti. Queste voci di uscita costituiranno, dunque, le prime rogne da affrontare. E purtroppo non saranno le sole.

Per il momento non ci resta che attendere la scadenza del termine di presentazione delle candidature, tenendo presente che al momento i nomi in lizza per diventare sindaco sono quattro: Loredana Baldo, Rachele Maucieri, Giuseppe Mirarchi (sfiduciato dalla carica lo scorso 16 marzo) e Gaetano Montoneri. Gli ultras da campagna elettorale sono già all’opera: gruppi di tifosi che votano a prescindere da tutto, convinti che una coalizione politica sia come una squadra di calcio da sostenere a prescindere. Tifosi/elettori che si dicono fieri della loro ignoranza in ambito amministrativo, orgogliosi di non aver mai assistito ad un consiglio comunale ed incapaci di distinguere il significato di termini come impegno di spesa, determine, ordinanze e delibere.

La conoscenza della macchina amministrativa ridotta ad un cascame per intellettuali o per fissati. Un’opinione pubblica locale che, per ampi tratti, sembra prediligere il voto di pancia e con una consapevolezza che, non di rado, rasenta lo zero. Un like su un post o, quando va bene, un aggettivo buttato d’istinto a destra e a manca. La democrazia, del resto, è come la livella di Totò: informati o meno, tutti i voti sono uguali. Non esiste sistema migliore. L’importante è arrivare all’obiettivo. Il domani si vedrà.

Citando nuovamente Soriano (ricordato l’anno scorso anche a Portopalo, in occasione del ventennale della sua scomparsa, alla presenza di alcuni fuoriclasse del giornalismo e della letteratura nazionale), sembra che anche a ridosso di Capo Passero tutto giri in tondo e con strade che conducono da nessuna parte. Come se non vi fosse altra ideologia che quella di uomini mediocri che accettano felicemente la loro mediocrità. La speranza è riposta in certi valori che i perdenti vestiti di sogno conservano in silenzio: la fratellanza dei solitari, cose che non si possono comprare e vendere né apprezzare meglio con la realtà virtuale.

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