Gazzetta del Mediterraneo

Noto, Ugo Mazzei e il suo viaggio d’autore

Noto, Ugo Mazzei e il suo viaggio d’autore
21 agosto
18:36 2018

Applausi per il cantautore che lunedì sera ha convinto il pubblico del Teatro d’Estate. Luigi Grechi De Gregori ospite della serata.

WP_20180820_22_18_26_Prodi SERGIO TACCONE. Partenza dai carruggi di Genova per arrivare a Durango. Ugo Mazzei ha riservato al numeroso pubblico, accorso al Teatro d’Estate di Noto, un concerto d’autore d’alto livello. Ospite della serata netina, allestita con finalità benefiche dalla sede locale del Soroptimist, Luigi Grechi De Gregori, amico di lunga data di Mazzei. Tante le tappe di questo viaggio, passato da Soweto, rievocando Nelson Mandela, per poi incontrare il generale di venti anni, dagli occhi turchini, della strage contro i nativi del Fiume Sand Creek.

Bologna offre l’opportunità di un ricordo di Claudio Lolli, recentemente scomparso, con una bella versione di “Ho visto anche gli zingari felici”. Sul palco, ad accompagnare Mazzei, un quartetto di grande efficacia musicale: Massimo Pennisi (basso), Stefano Ruscica (batteria), Rosario Bella (pianoforte e tastiere) e Saro Guarracino (chitarre).

Luigi Grechi De Gregori (indimenticato “Ludwig” del Folkstudio Roma) ha portato il pubblico nell’atmosfera folk e country dell’America del secolo scorso. Storie di respingimenti di persone fuggite in California – dopo aver perso tutto in seguito ad una tempesta di sabbia – e cacciati. Storie di minatori, banditi e campioni (Sante Pollastri e Costante Girardengo), attimi riservati a viandanti e pastori di nuvole, esseri consunti ma non distrutti da una vita dura.

Dopo una versione “faberiana” de “La canzone dell’amore perduto”, si entra nel mitico Derby di Milano, macchina del tempo adatta a ricordare Enzo Jannacci mentre “la bobina continua a girare”. Sui tornanti del Tour c’è l’incontro con Bartali, omaggio a Paolo Conte che Mazzei esegue da solista al pianoforte. Di grande impatto anche “Questione di feeling”, interpretata da Mazzei insieme con la convincente Manuela Atria.

Immancabile il momento dedicato a Giulio Rapetti Mogol, con cui Mazzei collabora da quattro anni, presentando alcune pietre miliari coprodotte con Lucio Battisti, a cominciare da una pungente versione di “Innocenti evasioni”. Poi, la discesa a Napoli, resa immortale anche da Pino Daniele. E’ l’ultima tappa prima di atterrare a Durango, città messicana di un pezzo di Bob Dylan tradotto in italiano da De Andrè e Bubola. Il pubblico applaude a scena aperta per due ore di emozioni per menti aperte e cuori teneri.

Sertac

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