Gazzetta del Mediterraneo

Noto, polemica interna a Forza Italia, occhi puntati su Leone, Cannazza: “Piena libertà, ma no all’anarchia”

Noto, polemica interna a Forza Italia, occhi puntati su Leone, Cannazza: “Piena libertà, ma no all’anarchia”
17 agosto
16:42 2014

Noto – Non si attenua la polemica tutta interna al circolo netino di Forza Italia. Dopo la presa di posizione dei trentenni del partito forzista a rispondere sono due componenti del comitato promotore, Giuseppe Cannazza e Massimo Napolitano. Gli occhi sono puntanti su Vincenzo Leone, considerato il leader del gruppo dei trentenni.

<<Su iniziativa di Vincenzo Leone – ha detto Napolitano – giorno 5 agosto alcuni aderenti al comitato provvisorio si sono riuniti per valutare la possibilità, nelle more del congresso, di costituire un coordinamento ristretto. La proposta di Vincenzo Leone è stata quella di costituire un direttivo, all’interno del quale lui dovesse essere l’unico portavoce. Ovviamente tale sua ambiziosa richiesta fu immediatamente respinta, perché semplicemente non in linea, nel metodo, all’unica forma democratica prevista dallo Statuto di Forza Italia e perché, dal punto di vista politico, assolutamente non condivisa da molti dei presenti nella scelta del nome. Durante la riunione si era anche prospettata l’idea di nominare 2 portavoce, appunto per trovare più condivisione nella scelta. Tale soluzione però non trovò il consenso di alcuni esponenti, soprattutto tra i sostenitori dell’idea di Leone. Mi chiedo, perché questa necessità e urgenza di tutto ciò? Perché non aspettare tranquillamente il congresso e nel frattempo condividere tutti insieme azioni comuni? Secondo altri presenti all’incontro, tra i quali Giuseppe Cannazza, membro del Coordinamento Regionale di FI nell’ambito del Dipartimento delle criticità bancarie, non era possibile procedere a nominare i responsabili locali perché l’unico organo legittimato a farlo è l’assemblea dei tesserati in sede di congresso. Alla fine, per dirimere ogni dubbio, si pensò di richiedere un quesito al Coordinatore Regionale, sen. Vincenzo Gibiino. Il Coordinatore Regionale nel giro di poche ore ha risposto chiarendo che ogni iniziativa di strutturazione del gruppo locale non sviluppata secondo i canoni dettati dalle norme dello statuto che regolano il partito, risulta arbitraria. Quindi, per quello che mi riguarda tutto rinviato al congresso o a nuove direttive del Coordinatore Regionale, di fatto l’unica figura riconosciuta nel partito, a cui il Presidente Berlusconi ha affidato il delicato compito di organizzare le strutture regionali, provinciali e locali>>.

Sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Cannazza, ricordando quanto avvenuto alle ultime elezioni amministrative: <<Dalle dichiarazioni fatte – dice Cannazza – trasuda una fastidiosa mancanza di umiltà. Loro parlano di un’area legata a potenti che di fatto blocca ogni forma di strutturazione del gruppo. Il rispetto delle norme nell’organizzazione delle cose significa boicottare alcune scelte di pochi? Ma a questi ragazzi domando chi sarebbero poi i potenti? Poi vorrei capire se questi trentenni sono tutti aderenti a F.I.? Aderenti in che modo? Sono tesserati? Si avvicinano alla politica? Bene! Arrogante e fuori luogo l’invocazione che per la città si debba decidere a Noto. In ogni realtà locale non ha mai deciso la direzione provinciale, né con riferimento a candidati Sindaco, né con riferimento agli assessori!… Anche nell’ultima circostanza, elezioni comunali a Noto, in seno al PDL si decise a Noto, e sappiamo benissimo come andò a finire: la candidatura di Raffaele Leone spaccò il centro destra ed i due candidati persero le elezioni. A questi giovani va spiegato che F. I. è  un partito ed un luogo dove c’è libertà di pensiero e di opinione, ma non di anarchia! Se vogliono avvicinarsi e lavorare con passione e serietà  saranno i benvenuti, ma cosa importante è il rispetto delle regole, delle persone e delle idee altrui !>>

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