Gazzetta del Mediterraneo

Portopalo, presentata mozione di sfiducia contro il sindaco

Portopalo, presentata mozione di sfiducia contro il sindaco
02 ottobre
18:172017

Undici i firmatari. Per far decadere Giuseppe Mirarchi ne occorrono in aula almeno dodici.

Sul sindaco Giuseppe Mirarchi pende da stamattina la spada di Damocle della mozione di sfiducia. Undici consiglieri comunali hanno protocollato a Palazzo Municipale il documento che fa partire l’iter che si concluderà con la votazione in aula. I promotori sono i sette esponenti di Progetto Comune (Gianni Drovetti, Rachele Mauceri, Mary Lupo, Mariano Luciano, Corrado Scrofano, Cristina Litrico e Giorgio Chiaramida), i tre del gruppo “Portopalo 2019” (Salvo Nieli, Paolo Campisi e Rachele Rocca) ed Edmondo Pisana di “Attiviamo Portopalo”. In aula, per sfiduciare il sindaco e chiudere anticipatamente il quinquennio amministrativo targato Mirarchi ci vorranno almeno 12 votanti a favore della mozione.

Nel documento di richiesta, i proponenti hanno elencato i motivi che hanno portato gli undici consiglieri a presentare la mozione di sfiducia. Scorrendo il testo della mozione si parte dal comportamento del sindaco che, sin dall’insediamento, “ha costituito – per i promotori della sfiducia – una gravissima inadempienza delle fondamentali regole di imparzialità, efficacia, correttezza, efficienza nonché gravi inadempienze programmatiche”. Inoltre si parla di degrado dell’azione amministrativa, manifestatosi con la revoca repentina, nell’aprile 2015, di due dei cinque assessori designati a giugno del 2014. I firmatari della sfiducia hanno posto l’accento sulla perdita di fondi europei: esclusione di importanti linee di progettazione legate a fondi europei per la riqualificazione del centro urbano (1,5 milioni di euro), fondi per interventi sulla scuola (250 mila euro), mancata partecipazione al bando riguardante il progetto di risparmio energetico previsto con i fondi Jessica (800 mila euro), mal funzionamento della gestione amministrativa che ha rimandato indietro somme già assegnate e conferite al Comune con il progetto del mercato del contadino del Gal Eloro (140 mila euro).

Sul versante rifiuti, gli undici consiglieri hanno posto l’accento sulla morosità del Comune nel pagamento degli oneri per il conferimento dei rifiuti, con il rischio di non poter conferire la spazzatura in discarica. “In un momento di crisi economica dell’Ente – si legge nel documento – il sindaco anziché ridurre le uscite non ha fatto altro che spendere in maniera forsennata, ad esempio, per il rinnovo della segnaletica stradale. Lo sperpero di denaro pubblico balza agli occhi di tutti anche per le ingombranti aiuole sparse su tutto il territorio”. Rimarcata negativamente anche la gestione del mercato ittico, definita “fallimentare”, con struttura nettamente in perdita per le casse municipali. Sul versante della tassazione locale, il gruppo degli undici proponenti ha evidenziato l’aumento dei tributi comunali con addizionale comunale Irpef posta nella misura massima, più alta persino della città di Milano.

“Nessuna programmazione per rilanciare il turismo, instabilità amministrativa: l’amministrazione Mirarchi ha ampiamente disatteso le speranze dei portopalesi. Il consiglio comunale – aggiungono i consiglieri firmatari – non può assistere passivo ad un così grave degrado solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza senza farsi complice di un’inaccettabile inerzia delle istituzioni, a tutto danno dei cittadini. Trascinare la permanenza in carica del sindaco e della giunta è a danno della comunità cittadina”. La maggioranza che si aggiudicò le elezioni amministrative del maggio 2014 si è sfaldata all’inizio del 2017 dopo l’ennesimo rimpasto del sindaco che estromise il gruppo consiliare Progetto Comune, decisivo tre anni fa nel determinare l’affermazione elettorale di Mirarchi. Tra i rilievi dei proponenti c’è, infine, l’approvazione dei bilanci (preventivo e consuntivo) ben oltre i termini previsti dalla legge.

Adesso si attende la data di convocazione del consiglio per la votazione della sfiducia. Numeri alla mano, escludendo i tre esponenti che sostengono il sindaco (Ornella Burgaretta, Giovanni Chiavaro e Rossella Micieli), decisivo sarà il voto del presidente del consiglio comunale, Loredana Baldo, eletta nel 2014 tra le fila dell’opposizione avendo sostenuto la candidatura a sindaco del medico Gaetano Montoneri.

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