Gazzetta del Mediterraneo

Enzo Accarpio, il fuoriclasse del Portopalo Calcio

Enzo Accarpio, il fuoriclasse del Portopalo Calcio
22 gennaio
12:14 2018

E’ il trascinatore, il giocatore di maggior classe della squadra guidata da Ferlisi. Supportato da un gruppo di giocatori di grande carattere e affidabilità. E i tifosi sognano una leggendaria Promozione.

di SERGIO TACCONE. Un grande cantore di calcio, l’argentino Osvaldo Soriano, individuò tre generi di calciatori: quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna; Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. Infine, abbiamo quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti, i poeti del gioco. Enzo Accarpio, netino doc, classe 1989, rientra certamente nel terzo gruppo: quello dei cantori del bel gioco. I suoi gol sono opere d’arte, mai banali le sue giocate, le sue intuizioni capaci di lasciare di sasso anche il più esperto dei difensori.

Quest’anno, Accarpio dispensa la sua classe cristallina con la maglia del Portopalo, società calcistica di matrice parrocchiale che staziona con pieno merito ai vertici del girone G della prima categoria siciliana. Palla al piede, l’asso netino è in grado di estrarre dal suo cilindro qualsiasi cosa e da ogni zona del rettangolo di gioco. Con uno come lui i portieri avversari devono sempre restare concentrati. Chiedete agli estremi difensori del New Pozzallo (gol da centrocampo alla prima di andata) o del Noto, solo per restare alla stretta attualità. Accarpio (nella foto con il portiere Peppe La Marca) ha il futbol nel sangue e nella testa, il suo habitat naturale è il terreno di gioco.

Specialista anche nei calci piazzati, ieri contro la capolista New Pozzallo ha collocato la sfera nel punto esatto dove crescono le ragnatele che solo giocatori dal piede molto raffinato sanno rimuovere. Parabola liftata e potente la sua che il portiere pozzallese ha potuto soltanto raccogliere mestamente in fondo al sacco. Enzo corre, lotta, contrasta, rallenta il ritmo quando serve e, alla bisogna, arretra per difendere. Un vero esempio per tanti bambini che anche ieri assistevano alla partita dalla tribuna del Sasà Brancati di Pachino. E come ogni giocatore con tanta materia grigia calcistica in testa, Accarpio ha fatto della correttezza in campo un tratto identificativo del suo rendimento.

L’anno scorso, con la maglia del Pachino, il fantasista netino griffò in maniera indelebile i due derby contro il Portopalo, togliendo praticamente da solo le castagne dal fuoco alla squadra pachinese. Un gol all’andata (pallonetto di rara precisione) e due al ritorno (punizione e rigore) che valsero un pari ed una vittoria contro i cugini portopalesi, mai tanto amati, al massimo sopportati e considerati quasi dei parenti poveri. Dalla scorsa estate, Accarpio si è spostato sette chilometri più avanti, proprio a Portopalo, convinto dal progetto calcistico che vede al vertice societario un giovane parroco, don Gianluca Manenti, e tanto sano entusiasmo, confermato dalle diverse centinaia di tifosi che assiepano le tribune nelle partite casalinghe. “Possiamo vincere il campionato, dobbiamo crederci, – ha dichiarato Accarpio ieri a fine partita – pensiamo a battere domenica prossima il Militello in trasferta e restare agganciati al treno di testa”. Dario Leone non ha dubbi: “Con Enzo in squadra si parte in vantaggio 1-0 in ogni partita” mentre Samuele Carbè ribatte: “Accarpio è un top player e ce lo teniamo stretto”.

UNA SQUADRA IN GRANDE SALUTE. In questa stagione, dopo alcune scosse d’assestamento, tra fine novembre e inizio dicembre, il Portopalo di mister Balduino Ferlisi (grinta alla Carletto Mazzone) ha trovato l’assetto giusto in campo e dentro lo spogliatoio. La squadra vola, è seconda ad un punto dalla vetta. Senza la sconfitta a tavolino contro il Pro Ragusa (il risultato del campo aveva dato ragione ai portopalesi) oggi parleremmo di Portopalo capolista. Attorno alla classe di Enzo Accarpio c’è un gruppo in grado di garantire quantità e qualità. Da Dario Leone, metronomo del gioco portopalese, a Carbè-Iacono, coppia di difensori centrali più inossidabile dell’acciaio inox. Sulle fasce si muovono con sicurezza e padronanza Pannuzzo e Cultrera. Il forte attaccante pozzallese Caccamo sta ancora cercando il pallone, nascostogli dal capitano portopalese, mentre l’ex giovane giocatore delle giovanili romaniste quando parte in velocità è più incisivo del treno frecciarossa.

A centrocampo contro la capolista si è pagato lo scotto di avere due giocatori in condizioni precarie: Amore e Ferro, al top della condizione, sono due frecce molto preziose negli schemi di gioco di mister Ferlisi. In avanti, oltre ad Accarpio, si disimpegnano bene Randazzo – che deve solo trovare maggior cinismo in fase conclusiva – e Mammana, uno che fa un lavoro prezioso di raccordo tra reparti, senza risparmio e sempre all’ultima goccia di energia. Tra i pali, Peppe La Marca è garanzia di affidabilità. Ieri, a fine partita, è rimasto in silenzio. Il gol beffardo, incassato nel finale, gli ha guastato in parte la domenica. Su quel pallone vagante in area forse sarebbe dovuto uscire tentando l’anticipo su Rosa ma un’incertezza non può macchiare una prestazione, la sua, comunque di buon livello. La Marca ha carattere e bravura tali da dimenticare in fretta quell’episodio ed in questa stagione è stato già più volte decisivo nel salvare la porta (vedi trasferte contro Per Scicli e Ferla). La fiducia nei suoi confronti è totale. Non vanno dimenticate anche le buone prestazioni di Vincenzo Marina (vicinissimo ieri al gol con un colpo di testa), Sebastiano Burgaretta e Salvo Gambadoro, non tralasciando altri giocatori come Antonio Nicastro, Enrico Cannarella, Carmelo Accaputo, l’esperto portiere Antonino Cavarra e in attesa del recupero del centrocampista Corrado Cancemi. Sognare è possibile ma a patto di restare umili e concentrati partita dopo partita.

Sertac

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