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Milan, Kilpin, la rotatoria e i meriti di Luigi La Rocca

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Milan, Kilpin, la rotatoria e i meriti di Luigi La Rocca
17 dicembre
18:22 2019

Il Comune di Milano ha dedicato una rotatoria al padre fondatore del club rossonero. Un iter durato più di venti anni.

DI SERGIO TACCONE. MILANO. Herbert Kilpin, il padre fondatore del Milan, è entrato finalmente nella toponomastica della città di Milano. Ieri l’intitolazione della rotatoria. Un obiettivo raggiunto proprio nel centoventesimo compleanno del diavolo milanista, fondato nel dicembre 1899 all’Hotel du Nord e des Anglais (oggi Principe di Savoia). L’ex rotonda di via Gattamelata, nei pressi di Casa Milan, è diventata la “Rotatoria Herbert Kilpin”. Un evento che ha richiamato oltre un centinaio di tifosi della Curva Sud di San Siro, arrivati con bandiere, striscioni e tanto entusiasmo. Presenti l’amministratore delegato rossonero Ivan Gazidis, il direttore tecnico Paolo Maldini e Zvonimir Boban (chief football officer). La giunta comunale era rappresentata dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. C’erano anche due discendenti della famiglia di Kilpin: Helen e Roger A. Stirland.

In prima fila anche Luigi La Rocca, lo storico del Milan che ventuno anni fa recuperò i resti di Kilpin, oggi inumati al Cimitero monumentale di Milano. Nato a Nottigham nel 1870, Kilpin scelse i colori rossoneri e l’appellativo di “diavoli”. Gazidis ha esaltato la lunga storia di trionfi nazionali e internazionali del Diavolo, ai quali Kilpin diede l’avvio. Quel Milan fondato poco prima dell’ultimo natale dell’Ottocento, fu la prima squadra a rompere il monopolio del Genoa sul calcio italiano, vincendo il campionato del 1901. Quel Milan si ripeté nel 1906 e 1907. Tre titoli che ebbero il marchio del baffuto inglese, figlio di un macellaio, scomparso prematuramente nel 1916.

Luigi La Rocca è uno scrigno inesauribile di storie e racconti rossoneri. Dalla sua narrazione trapela tutto l’amore per il Milan, avendo seguito e vissuto nelle primissime file le vicende del club rossonero e con una passione che non ha conosciuto cali di tensione. Tra i suoi primi ricordi c’è la Coppa Campioni del 1963. Tanti i pezzi da collezione in suo possesso: le poche figurine a disposizione d’un tempo e gli autografi. il primo fu quello del portiere Barluzzi. Ha censito un’infinità di partite e i calciatori registrati dal Milan dalla sua fondazione. Una passione che, dagli anni ’80 in avanti, lo portava in alcuni punti telefonici alla ricerca degli gli elenchi d’Italia. Ci si metteva a spulciare e verificare l’identità di ogni calciatore, cercare eventuali eredi e magari mi informavo sul corretto cognome. “Andavo anche all’interno dei cimiteri per scovare tombe di giocatori. Avevo pochi dati a disposizione, negli anni ’30 non c’erano almanacchi”. Risalire ai dati anagrafici era quasi una probatio diabolica. La Rocca si muoveva da solo, impegnando tempo libero in biblioteca e denaro, sempre mosso da sconfinata passione. Una fatica ripagata dalla pubblicazione delle sue ricerche nell’Almanacco Panini del Milan pubblicato in occasione dei cento anni della società (1999), la prima Bibbia del Milan, opera a cui partecipò Enrico Tosi.

Fu durante una di queste ricerche che La Rocca s’imbattè sulla tomba di Kilpin. La scoperta fu sconcertante: il padre fondatore del Milan era stato tumulato in un misero loculo, senza riferimenti e senza una lapide sopra. La Rocca chiese di trasferire i resti di Kilpin al cimitero monumentale, trovando supporto nella società rossonera che lo aiutò a formulare una richiesta ufficiale. Si ottenne il trasferimento di sepoltura. La Rocca al momento della traslazione riuscì anche a toccare le ossa del fondatore del Milan. In quel momento iniziò il suo impegno per far conoscere colui che aveva gettato le basi per fare nascere il Milan, una delle società più prestigiose a livello mondiale. Ventuno anni dopo, l’impegno di Luigi La Rocca è arrivato al punto cruciale, con l’intitolazione della rotatoria nei pressi di Casa Milan. Una bella lezione soprattutto ai tifosi più giovani perchè, citando Valery, “non c’è futuro per chi dimentica il proprio passato”. I prossimi obiettivi di La Rocca sono lo spostamento di Kilpin al Famedio e l’intitolazione di una via a Nereo Rocco. Chapeau, Luigi !

Sergio Taccone

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