Gazzetta del Mediterraneo

Portopalo, c’era una volta un ente virtuoso

Portopalo, c’era una volta un ente virtuoso
06 settembre
17:51 2018

Fatture non pagate di energia elettrica, conferimento in discarica dei rifiuti, evasione tributi e servizio idrico: il neo sindaco Montoneri ha ereditato una polveriera che rischia di esplodere.

All’atto del suo insediamento, a metà giugno scorso, dopo essere diventato sindaco di Portopalo, Gaetano Montoneri aveva dichiarato: “Ci attende un lavoro difficile e una strada in salita”. Il medico portopalese, tuttavia, non si aspettava di dover scalare subito la Cima Coppi, dovendo fare fronte ad una miriade di “bombe finanziarie ad orologeria” pronte a deflagrare. .

Dal settore rifiuti sono arrivate le prime grane, frutto di un nuovo appalto assegnato con un ribasso consistente e discariche a cielo aperto scaturite dalle pessime abitudini di una fetta di popolazione, che abbandona sacchetti di spazzatura in ogni dove, insozzando il territorio e creando situazioni di emergenza igienico-sanitaria, con aggiunta di cumuli di immondizia dati alle fiamme.

L’ottimo riscontro della raccolta differenziata, la cui percentuale è passata dal 12% registrato a fine maggio all’attuale 60%, è in parte vanificato da alcune aree critiche del territorio (le contrade Pipitona, Carrubella ma anche un tratto attiguo alla zona portuale) dove la spazzatura è una vergognosa costante. Sarebbe bastato mettere alcune telecamere per avere un doppio effetto: incamerare qualcosa con i verbali ed ottenere un deterrente che avrebbe potuto scoraggiare gli zozzoni del sacchetto selvaggio.

Adesso scoppia la grana del debito con la discarica di Lentini: circa 440 mila euro non pagati ai responsabili del sito, in un arco temporale tra il 2015 e il 2018. Ora è arrivato l’ultimatum: o si stabilisce un piano di rientro dai debiti oppure, dal prossimo 18 settembre, i camion con i rifiuti provenienti da Portopalo non entreranno in discarica.
Altro nodo spinoso è quello delle fatture non pagate relative al consumo di energia elettrica. E qui siamo ad un debito che supera i 600 mila euro. Nessuna possibilità di effettuare transazioni, il fornitore negli ultimi quattro anni ha cercato vanamente un’interlocuzione con il Comune. Adesso bisogna soltanto stabilire le modalità di rientro del passivo. Anche in questo caso l’arco temporale delle fatture inevase è lo stesso: fine 2014 – inizio 2018.

In tema di riscossione dei tributi locali (Tari e servizio idrico, soprattutto) siamo all’assurdo. L’evasione è altissima, si parla di una soglia di circa il 70%. Addirittura ci sarebbero anche parecchi cittadini sconosciuti al ruolo, non ricevendo nemmeno le bollette. Non mancherebbero i casi di allaccio diretto nella rete. Dei fantasmi, insomma, che consumano acqua pubblica, usufruiscono del servizio di ritiro dei rifiuti ma non pagano un centesimo. Su questo versante occorre, ed in tempi brevissimi, affidare il servizio a soggetti competenti, in grado di mettere in atto dei meccanismi virtuosi di controllo. Chi non paga i servizi deve farlo: solo così si può arrivare ad uno stato di equità sociale. Un dato persino elementare. Anche in questo caso, porsi qualche domanda è legittimo: cosa hanno fatto in questi anni i funzionari pagati con soldi pubblici per fare l’interesse di tutti i cittadini, perseguendo chi non paga i tributi e controllando eventuali posizioni ignote al ruolo o fuori dalla legge?

Il sindaco Gaetano Montoneri e i suoi alleati su questo tema si giocheranno buona parte della loro capacità di amministrare il Comune. Il tema del contenzioso (che interessa, inoltre, parecchi fornitori dell’Ente) ha tenuto banco in questa estate che si appresta ad andare in archivio. Una ditta di trasporto studenti reclama ancora oltre 30 mila euro dall’anno scolastico 2016/17 e anche il servizio di refezione scolastica, svolto di recente, non ha ancora raggiunto il saldo. Dalla coalizione che sostiene il primo cittadino arrivano sollecitazioni legate alla necessità di inviare gli atti inerenti il precedente quadriennio alla Corte dei Conti.

Intanto, il sindaco Montoneri continua a pedalare. La salita è ancora all’inizio. Occorrono pazienza e attitudine ad affrontare le difficoltà. Il Comune è quasi in stato di predissesto finanziario. A sostenerlo è una relazione del commissario straordinario che ha gestito l’ente fino alle elezioni del giugno scorso. Quattro parametri finanziari su dieci sono già fuori controllo. Ne basta solo uno in più per entrare in uno stato di dissesto strutturale. Portopalo: c’era una volta un comune virtuoso.

Sertac

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