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Portopalo, la gestione del servizio idrico ai tempi del sindaco Mirarchi

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Portopalo, la gestione del servizio idrico ai tempi del sindaco Mirarchi
29 febbraio
18:31 2020

Approfondimento sulla gestione idrica a Portopalo tra il giugno 2014 e l’inizio del 2018.

“Carta canta”, una frase vecchia ma sempre attuale. E anche a Portopalo, nelle dinamiche municipali, i documenti amministrativi parlano, basta avere la pazienza di leggerli, verificare date, oggetto e relative fatturazioni. Il focus di Gazzetta del Mediterraneo si concentra sulla gestione del servizio idrico del Comune di Portopalo tra giugno 2014 e l’inizio del 2018, ovvero durante la sindacatura di Giuseppe Mirarchi.

Giugno 2014. La gestione del servizio idrico venne affidata tramite ordinanza del sindaco Mirarchi, eletto poche settimane prima. I successivi rinnovi avvennero attraverso “affidamento diretto”. L’ultima gestione municipale si era avuta ai tempi in cui a guidare il Comune era stato il professor Fernando Cammisuli. Dopo c’era stata la gestione curata dalla società Sai 8. Come abbiamo scritto alcuni giorni fa, facendo un raffronto delle ultime due gestioni comunali del servizio idrico, emerge il seguente dato: dalla gestione Cammisuli alla gestione Mirarchi l’aumento delle tariffe ha fatto registrare picchi fino all’800% in più (OTTOCENTO PER CENTO). Ovvero: i cittadini portopalesi hanno avuto un aumento tariffario, durante la sindacatura Mirarchi, pari all’800%. Va poi citato un altro dato: nel 2016 il Comune di Portopalo ebbe l’aliquota dell’addizionale Irpef più cara persino rispetto a quella di Milano. Una scelta – deliberata dall’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Mirarchi – che comportò maggiori prelievi a carico della busta paga dei dipendenti e negli assegni dei pensionati.

Settembre 2015: l’acquisizione della condotta idrica di contrada Stafenna. “Il 22 settembre 2015 potrà essere ricordata come una data storica per il comune di Portopalo che potrà gestire autonomamente la distribuzione dell’acqua in paese”. Parole dell’allora sindaco Giuseppe Mirarchi dopo aver siglato l’accordo con il vicesindaco di Pachino, Andrea Nicastro, in forza del quale Portopalo riceveva in affidamento una vecchia conduttura che gli avrebbe permesso di fornire l’acqua senza dipendere da Pachino. La condotta in questione è quella di contrada Stafenna, altrimenti conosciuta come “condotta colabrodo”. All’ex vicesindaco di Pachino, Andrea Nicastro, che seguì quel passaggio per conto del Comune pachinese, abbiamo chiesto come andarono le cose. “Mi ricordo che il sindaco Mirarchi insisteva notevolmente per chiudere l’accordo. Avendo la responsabilità di tutelare i cittadini pachinesi, che rappresentavo da componente della giunta municipale, chiesi ad un funzionario del nostro ufficio idrico se potevamo disfarci di quella condotta”.

Quale fu la risposta di quel funzionario? “Mi disse a chiare lettere di firmare subito l’accordo – aggiunge Andrea Nicastro – perchè si trattava di una condotta che ci aveva dato tantissimi grattacapi e alti costi di gestione. Insomma, per farla breve, il sindaco di Portopalo ci tolse qualcosa di obsoleto e a Pachino tirammo un sospiro di sollievo”. Per dovere di cronaca riportiamo quello che l’allora sindaco Mirarchi dichiarò dopo la firma dell’accordo con il Comune di Pachino: “Un plauso va all’amministrazione Bruno, soprattutto al vicesindaco Nicastro e ai dirigenti comunali di Pachino, i quali sia per il bene del loro sia per quello del nostro, sono riusciti a trovare la soluzione adatta, consentendoci di garantire un servizio idrico indipendente ai nostri cittadini”. In effetti, i risultati si sono visti e anche presto, con vari interventi di riparazione e manutenzione che hanno interessato proprio la condotta di Stafenna, con costi notevoli a carico del bilancio comunale portopalese. Proprio un bella operazione! Tariffe alte (+800%) e costi di gestione in crescita anche a causa della condotta colabrodo tolta a Pachino: due conseguenze dovute alle scelte dell’amministrazione guidata dal sindaco Mirarchi.

Nell’estate 2017 si registrarono vari interventi dell’allora consigliere comunale Edmondo Pisana che pose l’accento sui consumi elettrici riguardanti il funzionamento degli impianti idrici, con le pompe di alimentazione dei pozzi che portavano l’acqua nelle case dei portopalesi (quello in territorio di Rosolini, quello privato di contrada Corridore Campana) e per la gestione dell’impianto di contrada Carrubella. I consumi, come rilevato da Pisana, fecero rilevare delle impennate alla voce “corrente elettrica” nel biennio 2015-2016. “L’ammontare delle fatture da saldare alla società che gestisce il servizio elettrico – dichiarò Edmondo Pisana – avrebbe raggiunto cifre molto consistenti e  con il rischio di un contenzioso nel caso in cui il Comune non riuscisse ad onorare quanto dovuto nei tempi previsti. La questione si inserisce nel contesto della gestione del servizio idrico che, dopo l’affidamento con ordinanza del giugno 2014, continua ad essere concesso in regime di rinnovo con affidamento diretto”.

Nell’estate 2019, l’assessore Corrado Lentinello quantificò in circa 9 mila euro al mese i costi elettrici per la gestione della vecchia condotta di contrada Stafenna. Un consumo di energia elettrica molto alto causato dal funzionamento della pompa di adduzione idrica. A questo proposito l’amministrazione del sindaco Montoneri ha annunciato un progetto di efficientamento energetico tramite energia fotovoltaica.

Il pozzo di contrada Corridore Campana. Da non tralasciare anche la vicenda del pozzo privato di contrada Corridore Campana e da cui si è attinta acqua, almeno dal 2015, immessa successivamente nella condotta pubblica. Ebbene quel pozzo sarebbe stato sprovvisto della prevista e cogente autorizzazione sanitaria da parte dell’Asp di Siracusa. Una vicenda su cui, nonostante vari articoli giornalistici negli anni scorsi, mai smentiti, non si è mai fatta chiarezza.

Evasione alle stelle. C’è poi la questione dell’altissima evasione nel pagamento del servizio di raccolta rifiuti e dell’idrico, registrata negli anni in cui è stato sindaco Mirarchi, con il Comune che è risultato sprovvisto persino della banca dati degli utenti. Gli amministratori attuali, in carica dal 2018, hanno notificato annualità relative al periodo dal 2014 al 2016. “Ci dispiace per i cittadini – hanno dichiarato dall’Amministrazione del sindaco Montoneri – ma questo è il risultato dello sfascio che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione. L’area tributi va ricostruita da zero. E’ notorio che la precedente gestione amministrativa, dal 2014 al 2018 ha lasciato solo macerie nella riscossione dei tributi”.

Il sindaco Gaetano Montoneri ha più volte dichiarato, anche nel corso di sedute del Consiglio comunale, di “aver ereditato una situazione del settore tributario disastrosa, senza una banca dati né una seria programmazione e priva di una politica tributaria reale, senza alcun interesse per questo settore, portando il Comune al totale disastro economico”. Oltre tre milioni di euro i tributi che non erano stati riscossi al momento dell’insediamento del sindaco Montoneri (giugno 2018), numeri che sarebbero emersi da una relazione dell’ufficio finanziario. Dalla ricognizione debitoria effettuata dal funzionario responsabile dell’Area economico-finanziaria, Vincenzo Micieli, presentata nel dicembre scorso, è emerso un dato sui tributi da riscuotere (Tari e Idrico) che ammonta a 2,8 milioni di euro. Altro macigno ereditato dalla gestione Mirarchi.

Fatture non pagate. C’è poi la piaga delle fatture non pagate relative agli anni 2015-inizio 2018 (sindaco Mirarchi). Ecco uno specchietto di sintesi – redatto nel febbraio 2019 – riguardante proprio le fatture non pagate dal Comune nella gestione del servizio idrico (abbiamo cerchiato in rosso gli anni di riferimento). Il totale delle voci sottostanti ammonta a oltre 169 mila euro (solo per il servizio idrico).

idrico

Fin qui il nostro focus sul tema “servizio idrico” negli anni in cui a guidare il Comune c’era Mirarchi, predecessore dell’attuale sindaco Montoneri. Parliamo di atti e riferimenti precisi, con dettagli oltretutto già pubblicati prima e mai smentiti da nessuno. Chiudiamo con una citazione del giurista Vladimiro Zagrebelsky (dal 2001 al 2010 membro della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) sul ruolo del giornalista nella realtà attuale. “Insisto sul fatto – ha affermato Zagrebelsky – che prima dei diritti ci sono le libertà e che il diritto all’informazione è una libertà che va esercitata responsabilmente. Quando il legislatore pone dei segreti, tocca ai giornalisti di violarli. Il potere non si deve sentire tranquillo blindando la notizia con il segreto: occorre competenza e coraggio. Il giornalismo, in particolare quello investigativo, diventa un baluardo per la libertà, con la stampa a svolgere il ruolo di cane da guardia della democrazia”.

Sertac

 

 

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