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Portopalo, luci e ombre del primo anno di amministrazione Montoneri

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Portopalo, luci e ombre del primo anno di amministrazione Montoneri
10 luglio
15:57 2019

Dopo poco più di un anno di guida del Comune, il sindaco fatica ad avviare un nuovo corso rispetto al recente passato. La nostra analisi.

E’ passato poco più di un anno dall’affermazione di Gaetano Montoneri, eletto sindaco di Portopalo al termine di una volata all’ultimo voto con l’uscente Giuseppe Mirarchi. Tredici mesi dopo siamo in presenza del primo bilancio della nuova consiliatura. Molto positiva la partenza, caratterizzata dall’immediato avvio della pulizia delle spiagge e dal recupero di alcuni progetti che erano finiti nel dimenticatoio (erosione e settore scolastico). Il riscontro maggiore si è avuto con l’incremento della percentuale di raccolta differenziata, passata dal 12% di fine maggio 2018 al quasi 80% del secondo semestre dello scorso anno, pur avendo ereditato un servizio, scaturito da un appalto messo in atto dal predecessore di Montoneri nella carica di primo cittadino. Risultati oggettivi che hanno dato uno slancio molto positivo ai primi mesi di amministrazione dell’attuale sindaco.
La mancata discontinuità con la precedente gestione riguarda soprattutto l’andamento di alcuni settori nevralgici dell’amministrazione cittadina. Innanzitutto la questione della riscossione dei tributi, ventre molle dell’apparato burocratico. Nulla si è saputo circa la possibile presenza di utenti fantasma che non risulterebbero nei ruoli tributari. La lotta agli utilizzatori a scrocco del servizio idrico è rimasta ferma al palo: dal nulla fatto dal sindaco Mirarchi al nulla attuale. Esistono utenti allacciati direttamente alla condotta pubblica? E se ci sono, a quanti ammontano? Qualcuno ha fatto qualcosa per arrivare alla vera giustizia sociale (quella vera, non quella sbandierata dai “sepolcri imbiancati”) del pagare tutti per pagare meno? Intanto è arrivata al Comune l’ennesima diffida dall’autorità statale competente per la mancanza (dal giugno 2014) delle tariffe del servizio idrico.

Cosa è stato fatto per invertire lo zero registrato nel quadriennio precedente sul versante della lotta agli evasori che ha determinato pesanti perdite per i conti municipali? A quanto ammontano gli incassi per l’occupazione del suolo pubblico dal 2015 al 2017 e dal 2018 ad oggi? E chi paga il suolo pubblico lo fa per quello che realmente viene occupato o secondo un forfait di cui se ne sconoscono i criteri?

La netta impressione è che il sindaco Montoneri si sia fatto ingabbiare da un apparato burocratico che non ha mai brillato per efficienza, operando soprattutto secondo la logica del tirare a campare, tanto il 27 arriva ogni mese. Si sconosce all’interno degli uffici di via Tasca la parola “meritocrazia” a fronte di carichi di lavoro determinati in modo oggettivo, secondo le procedure che ovunque si mettono in atto nella gestione delle risorse umane. Si stava intravedendo un possibile cambio di tendenza con l’arrivo del segretario Antonello Fortuna (fuoriclasse in questo campo) rimasto a Portopalo giusto il tempo per rendersi conto che l’impresa di rendere efficiente la macchina comunale sarebbe stata titanica con tanti incursori pronti a bloccare tutto.

A fronte di una quasi cancellazione della polizia municipale (una sola unità in forza, oltre a 3 ausiliari) cosa è uscito nei giorni scorsi dal Comune? Un concorso per due posti di istruttore amministrativo dell’area economico-finanziaria (di cui uno per il personale interno) e con la probabilità che tutto l’iter possa essere bloccato da una serie di disposizioni che impedirebbero all’Ente di fare assunzioni. Perché non istruire un concorso per potenziare la polizia municipale? Misteri portopalesi.

Si naviga a vista soprattutto a causa della pesante zavorra che grava sui conti municipali. La ricognizione della cosiddetta massa passiva, diramata pochi mesi fa, è già sufficiente a fare impallidire qualsiasi amministratore, come ha più volte sottolineato il sindaco Montoneri che attende soltanto gli ultimi passaggi del suo consulente in materia finanziaria per renderla pubblica.

I numeri, ancora parziali, diffusi nel marzo scorso, evidenziano un debito totale (fatture non pagate) di oltre 2,5 milioni di euro a cui si aggiungono quasi 200 mila di debito sui servizi sociali e quasi 60 mila euro per il settore pubblica istruzione che fanno lievitare la voce totale di passività a euro 2.833.300, riguardante un arco temporale inerente in larghissima parte il triennio 2015-2017. Tutto documentato fattura per fattura e di cui abbiamo copia del prospetto della massa passiva, con i riferimenti anno per anno.

Il rischio di implosione finanziaria è più che concreto. In tutto questo bailamme non vanno tralasciate le indagini in corso su vari ambiti dell’attività amministrativa del recente passato, come confermato dai recenti prelievi di atti effettuati a più riprese dalle forze dell’ordine all’interno del palazzo comunale.

Sertac

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