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Coronavirus, una riflessione su Pachino e Portopalo

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Coronavirus, una riflessione su Pachino e Portopalo
09 marzo
22:20 2020

E’ d’obbligo attuare comportamenti responsabili e rispettare alla lettera le disposizioni emesse

In  tempi di coronavirus e di disposizioni per limitare gli assembramenti aumentano purtroppo le teste vuote e bacate tra Pachino e Portopalo. Viene proprio da dire: “Speriamu ca u Signuri na manna bona“. Non basta la miriade di messaggi diramati da tutte le istituzioni, dal presidente Conte fino al sindaco portopalese Montoneri, per limitare al massimo gli assembramenti. No, c’è chi non ha potuto rinunciare alla festa delle donne. E quindi, qualche centinaio di persone si è ritrovato compresso in qualche locale pubblico portopalese, con tanto di foto in tutti i social a testimoniare l’exploit. E magari, il giorno dopo, gli stessi hanno postato l’hashtag “#iorestoacasa“.

Parafrasando una canzone di Alberto Sordi, andrebbe di mandarli tutti a quel paese per manifesta idiozia. Stare a casa, limitare al massimo gli assembramenti ed evitare il più possibile fattori di rischio è un gesto di puro buonsenso prima che il rispetto di una disposizione, perchè se dovesse partire un focolaio tra Pachino e Portopalo ci sarebbe veramente da essere molto preoccupati con i servizi sanitari e le strade ridotti ai minimi termini, che il Burundi è già Svizzera a confronto di questo territorio.

Stesso discorso a Pachino dove l’ex consigliere comunale Alessandro Runza, docente in servizio all’Itis Bartolo, ha postato il seguente messaggio social: “Mi sembra di rivivere la stessa atmosfera che si vive nel periodo delle vacanze di Natale. Locali, bar e attività commerciali affollati, tanta gente in giro senza che ce ne sia un valido motivo. Ho la brutta sensazione che da questa situazione non ce ne usciamo più! Stiamo facendo l’esatto opposto di quello che invece andrebbe fatto”. Applausi a Runza, nota di biasimo a tutti quelli che se ne infischiano delle disposizioni e delle raccomandazioni diramate per motivi di salute pubblica. Inoltre, ricordiamo che chi è rientrato a Pachino e Portopalo dalle regioni focolaio (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto) non può girare come se niente fosse e deve segnalare la sua presenza alle autorità competenti, attuando un periodo di autoquarantena.

Il buon senso … questo sconosciuto. Ai ragazzi diciamo: non è periodo di vacanze extra, non mollate la presa con lo studio e il maggior tempo libero a disposizione impiegatelo magari leggendo. Un buon libro, magari, vi salverà dalla stupidaggine sempre più dilagante a Portopalo e Pachino con una ignoranza che contagia in modo imperterrito. Purtroppo, l’emergenza da coronavirus ci sta dando un’immagine del comprensorio Pachino-Portopalo all’insegna dell’irresponsabilità di troppe persone. Le autorità preposte attueranno i dovuti controlli per il rispetto delle disposizioni previste dalle recentissime norme nazionali e regionali per limitare altri contagi. Nel frattempo … oremus.

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